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LA CASA, UN DIRITTO FONDAMENTALE

La crisi abitativa è il cuore dell’emergenza milanese. Il Comune di Milano, per la sua rilevanza, deve tornare ad avere un ruolo politico anche nei confronti di Regione e governo per ottenere maggiori risorse per l’edilizia residenziale pubblica e una nuova normativa sugli affitti privati (superamento della legge n. 431) e per bloccare la gentrificazione con tetti agli affitti e regolamentazione di Airbnb e locazioni brevi (max 90 giorni).

 

Occorre procedere a:

 

Recupero ed espansione dell’edilizia residenziale pubblica (ERP)

Dato che il settore abitativo pubblico è il vero calmieratore sociale, occorre procedere alla riqualificazione del patrimonio (efficientamento energetico e normativo), recupero dei 15.000 alloggi sfitti (secondo le stime dei sindacati inquilini, per ALER: 8830, di cui 195 destinati alla vendita e 1537 in valorizzazione o non ERP; per MM: 5900-6000 di cui 2450 circa sfitti destinati a ERP, 1000 circa con iter già avviato per ristrutturazione a varie fasi, 2500 destinati ad “altri progetti”: casa ai lavoratori, coprogettazione...). Stop alle vendite di ERP, manutenzioni garantite da MM e Aler, acquisto di immobili vuoti da destinare a ERP e programmi a canone moderato. Il social housing, come linea d’intervento prevalente se non esclusivo a Milano, non è la risposta più adeguata ai bisogni abitativi, in quanto si rivolge solo a una fascia media, trascurando quella popolare, e introduce criteri privati di selezione, operatività e gestione.

 

Stop alla svendita del patrimonio pubblico e alla “valorizzazione alternativa” realizzata con i privati e il privato sociale; assegnazioni degli alloggi sfitti

Moratoria sulla vendita di immobili statali e comunali, uso sociale dei beni dismessi. Stop alle valorizzazioni (sottrazione di alloggi popolari per bandi specifici destinati a settori maggiormente solvibili). Censimento pubblico sistematico del vuoto abitativo. Occorre procedere alla riassegnazione in tempi certi e rapidi degli alloggi e di nuovi spazi pubblici: per gli appartamenti vuoti, occorre introdurre in questo processo di riassegnazione anche le situazioni di occupazioni avvenute per necessità, derogando alla normativa nazionale. 

 

Nuove forme abitative pubbliche

Co-housing per anziani, studenti, nuclei monogenitoriali, soggetti fragili e lavorativamente precari.

 

Studentati

Ricontrattazione delle rette, ampliando le fasce agevolate, in particolare per l’ex Villaggio Olimpico, in conseguenza sia dell’intervento governativo richiesto per gli extracosti sia della natura originariamente pubblica della superficie dello Scalo Romana. Contributi comunali, diretti (costruzione) o indiretti (calmiere delle rette), destinati a nuovi studentati che tutelino il diritto allo studio.

 

Rsa

Una città che invecchia, con una crescente proporzione di anziani/e, necessita di una rete di residenze protette e case di riposo diffuse, a gestione pubblica, di facile accessibilità territoriale ed economicamente sostenibili per i loro utenti (ad es. modificando i criteri di definizione dei Lea, con la rimodulazione della quota alberghiera delle rette, attualmente a carico degli utenti). Diecimila persone in lista d’attesa a Milano, con un 90% di gestioni convenzionate, segnalano un problema macroscopico. Il Comune, in collaborazione con la Regione Lombardia, deve avere un ruolo centrale nella sua soluzione strutturale.

 

Nel settore privato

Innalzamento dell’imposta di soggiorno al massimo livello per le locazioni turistiche, vista la forte caratterizzazione in tal senso della nostra città. Creazione di uno specifico Osservatorio pubblico e indipendente su Airbnb e affitti brevi, con un contingentamento quantitativo Municipio per Municipio. Promozione di un nuovo accordo locale per il canone concordato su corrispettivi economici nettamente inferiori a quelli di mercato, come unico regime locativo che fa accedere ad agevolazioni fiscali. Censimento pubblico sistematico del vuoto abitativo privato, inasprimento fiscale su di esso, esecuzione a spese comunali della messa in sicurezza nei casi di immobili sfitti (a partire dal terzo anno di abbandono continuativo), con rivalsa sul proprietario, e requisizione in caso di permanenza dello sfitto a un anno da quelle operazioni.

 

 

Precarietà abitativa

A partire dalla richiesta (avanzata al paragrafo successivo sulle forme di governo partecipato) di un Ufficio unico di coordinamento tra esigenze abitative d’emergenza e disponibilità di alloggi, va assicurata all’intero nucleo familiare (padre, madre, figli anche maggiorenni) una soluzione temporanea non in dormitori pubblici, in quanto inadatti a queste esigenze (siano esse lavorative, scolastiche e più in generale relative al benessere familiare) e in quanto lesivi della privacy, a causa dei controlli (di accesso, di uso dei propri beni e del cibo) anche notturni, e della promiscuità (tra nuclei familiari, minori non accompagnati e adulti in difficoltà con problemi di dipendenze). Va inoltre garantita, per queste sistemazioni temporanee, la definizione di tempi limitati, certi, non prolungati nel tempo e rispettosi della dignità delle persone, con la chiarezza del percorso di reinserimento previsto. Occorre infine evitare una presa in carico che induca nei soggetti subalternità, mancanza di autonomia, impossibilità di progettazione della propria esistenza.

Gestione efficace dell’emergenza abitativa da parte dell’Assessorato alla Casa tramite l’aumento dell’offerta di alloggi SAP e SAT, oltre a utilizzo organico e razionale di tutte le risorse disponibili: abitazioni SAT, AUTE, provenienti da convenzioni, affittate dal Comune, o da confische alla criminalità, a disposizione dei Servizi sociali. Creazione di un fondo per l'emergenza abitativa "Comune-Settore Casa e Servizi sociali" sul quale dirottare progressivamente tutte le risorse destinate ad alberghi, parte delle risorse housing e RST. Costituzione di una commissione che individui, tra le domande di AUTE e SAT, nuclei sotto sfratto, in alloggi impropri o antigienici in stato di necessità (impossibilitati ad accedere al mercato privato). Attivazione, per questi nuclei, di singoli progetti attraverso il Servizio sociale territoriale, con l'individuazione di un alloggio da ristrutturare, lo stanziamento di un contributo economico (da parte del fondo di cui sopra) a favore del nucleo finalizzato alla ristrutturazione dell'alloggio, una scrittura privata tra Comune e nucleo che preveda l'assegnazione SAT e AUTE dell'alloggio in questione. È fondamentale l'individuazione dei nuclei all'inizio dell'eventuale procedura di sfratto, in modo da permettere il passaggio da casa a casa. Il risultato sarebbe quello di incrementare il patrimonio disponibile ristrutturando alloggi con risorse sprecate in collocazioni temporanee estremamente costose e di evitare le lungaggini burocratiche, permettendo al futuro assegnatario di fare i lavori in autonomia.

 

I soldi ci sono: come sostenere questi interventi? 

Riparametrazione incisiva degli oneri di urbanizzazione. Tassa straordinaria sulle plusvalenze immobiliari, contributi di equità urbana da parte dei fondi, reinvestimento degli utili delle partecipate in edilizia pubblica. Utilizzo di fondi UE, emissione di “Buoni casa pubblici”, ridestinazione di risorse dai grandi eventi al bisogno abitativo. Contributo di solidarietà proveniente dalla campagna nazionale “1% equo”.

 

Forme di governo integrato e partecipato

Tavolo metropolitano permanente con Comuni, sindacati, associazioni e movimenti (consulte di Municipio e comunali). Istituzione di un coordinamento integrato, reale e non burocratico, tra i vari Assessorati: Casa, Servizi sociali, Lavoro, Cultura, Salute, Educazione, Servizi pubblici… Ripristino del tavolo Comune-ALER-sindacati sulle assegnazioni ERP e sulla graduazione degli sfratti (tramite la stesura di un protocollo con la Prefettura). Blocco degli sfratti per morosità incolpevole e decadenza del contratto, fino all’ottenimento della nuova soluzione abitativa (passaggio da casa a casa). Messa a punto di una procedura certa e ufficiale di rilascio della residenza anagrafica (inclusa quella fittizia) che eviti il mercato di quest’ultima. Istituzione di un ufficio unico che coordini la disponibilità di alloggi o soluzioni abitative temporanee e le richieste di famiglie in condizioni di emergenza, con particolare riferimento agli sfratti.

 

Conclusione

Una città giusta non si misura dai grattacieli, ma da quante persone possono ancora viverci. Milano deve tornare a essere un luogo accessibile, solidale e sostenibile, in cui il governo pubblico guida le trasformazioni, redistribuisce le rendite e restituisce ai cittadini e alle cittadine il diritto alla casa, allo spazio e ai servizi. Insomma, il diritto alla città.


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Federazione di Milano

Tavolo Abitare e Urbanistica


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