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ASSEMBLEA CITTADINA NO KINGS

Giovedì 12 marzo, h. 19:30, Università Statale di Milano, Aula 211

Nelle guerre condotte dai re, i popoli non vincono. I popoli vincono solamente quando si ribellano, quando rovesciano il regime. L’attacco illegale di Israele e Stati Uniti contro l’Iran è l’ennesima accelerazione verso una guerra globale: che loro chiamano “pace”, perché è la condizione ideale per prosperare economicamente. Che cos’è il Board of Peace di Trump, se non un consiglio di amministrazione per la ricostruzione coloniale della Striscia di Gaza?

Ma non è pace dunque, è pacificazione: è privazione del presente, è cancellazione del passato e del futuro. In questo quadro, cosa fa il governo italiano? Dice di prediligere la soluzione diplomatica, mentre si allinea all’Unione Europea del riarmo, mentre continua la ricerca, la produzione e la vendita di armamenti e tecnologie belliche, mentre rimane complice del genocidio, mentre offre le proprie basi militari agli USA. La transizione ecologica e la mitigazione della crisi climatica, così, sono state del tutto messe da parte.

E impone, da tempo, un fronte interno di compressione dei diritti, criminalizzazione del dissenso, delle persone migranti e delle nuove generazioni, di attacchi alla libertà di stampa: dai DL Sicurezza al disegno di legge, appena approvato al Senato, per equiparare le critiche a Israele all’antisemitismo. Non si ferma, nemmeno a pochi giorni dall’8 marzo, l’attacco frontale alle libertà delle donne, con il DDL Bongiorno, e delle persone queer; ai chi lavora e lotta per i propri diritti; alla scuola e alle università, tollerabili solo come luoghi di disciplinamento, non di cultura. Infine alla giustizia: il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo è parte centrale nel progetto di torsione autoritaria del governo.

A Milano, la militarizzazione dello spazio pubblico è una realtà di lungo periodo. Iniziata con lo sgombero degli spazi sociali, con l’attacco continuo a quelli ibridi e autogestiti. Accelerata dall’uso “sperimentale” delle zone rosse, che è probabile diventino permanenti. Con la strumentalizzazione di eventi sportivi e culturali per il turismo di lusso e la speculazione immobiliare, con la progressiva espulsione delle persone già marginalizzate verso la periferia, con la razzializzazione del dissenso e dell’abitare, con la repressione di tutte le realtà, sociali e politiche, che hanno agito conflitto e mostrato dissenso contro il governo italiano e la governance globale, con un maggior accanimento verso le realtà palestinesi e solidali. Con l’imposizione di un piano securitario, contro il piano del mutualismo e della solidarietà.

Ma Milano si è mobilitata in modo straordinario. Per il Leoncavallo il 6 settembre, e dunque al fianco del popolo palestinese e in supporto alla missione della Global Sumud Flottilla per tre settimane all’insegna del Blocchiamo tutto. Dunque, per lo sport popolare, contro la presenza delle milizie dell’ICE, pronta a scendere in piazza contro il re dei re Donald Trump.

L’antifascismo chiede un nuovo spazio di mobilitazione; come quello No Kings, a partire dalla sua dimensione transnazionale: Together, con Londra, USA e chissà quanti altri paesi. Uno spazio non proprietario, radicato nei territori e nelle città, che connette vertenze sociali, conflitti ambientali, lotte del lavoro, mobilitazioni antirazziste, rivendicazioni studentesche dentro una cornice comune: opporsi ai re e alle loro guerre.

Costruire convergenza e alternativa reale. Il primo momento è duplice: il 27 marzo a Roma alla Città dell’Altra Economia per un concerto popolare e gratuito; il 28 per una manifestazione oceanica. Non ultimo: dopo il 29 partirà la prossima missione della Global Sumud Flottilla, per rompere l’assedio che non ha mai smesso di stringere la Palestina. E poi sarà il 25 aprile, l’1 maggio… per l’apertura di un nuovo ciclo politico, un nuovo orizzonte.

Per questo ci vediamo in assemblea giovedì 12 marzo, alle 19:30, nell’aula 211 dell’Università Statale di Milano. Costruiamo insieme una grande partecipazione!



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