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STOP GEMELLAGGIO MILANO- TEL AVIV

UNA DECISIONE INACCETTABILE. IL CONSIGLIO COMUNALE SI FACCIA RISPETTARE.

La decisione del sindaco Giuseppe Sala di mantenere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv non è solo sbagliata: è politicamente inaccettabile.

Si sceglie consapevolmente di voltarsi dall’altra parte di fronte alle responsabilità del governo guidato da Benjamin Netanyahu e di ignorare un indirizzo chiaro del Consiglio comunale. Non basta una generica condanna a parole se poi si mantengono atti politici e istituzionali che di fatto normalizzano una situazione che assume ogni giorno caratteri sempre più incompatibili con la storia di Milano.


Il gemellaggio non è un dettaglio tecnico: è un atto politico. E oggi mantenerlo significa rifiutarsi di assumere fino in fondo una posizione coerente contro quanto sta accadendo.

Il richiamo al “dialogo” è fuori luogo se serve a evitare scelte chiare.

Non mettiamo in discussione il rapporto con le forze democratiche e critiche presenti nella società israeliana, che noi stessi pratichiamo, ma proprio per questo sarebbe stato necessario un gesto netto: sospendere il gemellaggio per segnare una distanza politica inequivocabile.

Per questo rivolgiamo un appello a tutte le consigliere e i consiglieri comunali: giovedì in aula non si può far finta di nulla. O si sta dalla parte della coerenza, della condanna di quanto accade e non ultimo del rispetto delle decisioni del Consiglio, oppure si accetta che quelle decisioni vengano svuotate.


Chiediamo che il Consiglio comunale torni ad esprimersi e imponga la sospensione del gemellaggio. Milano non può essere complice, nemmeno simbolicamente.

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