UN CONTRIBUTO DI EQUITÀ PER RICOSTRUIRE I DIRITTI: PARTE LA CAMPAGNA UNPERCENTOEQUO
ven 15 mag
|Luogo da definire
La proposta è semplice, ma radicalmente equa: introdurre un’imposta patrimoniale progressiva, applicata esclusivamente ai grandi patrimoni, con una soglia di esenzione fissata a 2 milioni di euro, al netto dell’abitazione principale.


Orario e Luogo
15 mag 2026, 09:00 – 15 nov 2026, 23:30
Luogo da definire
Descrizione
UN CONTRIBUTO DI EQUITÀ PER RICOSTRUIRE I DIRITTI:
PARTE LA CAMPAGNA UNPERCENTOEQUO
Negli ultimi anni l’Italia ha conosciuto una crescita costante delle disuguaglianze economiche e patrimoniali. Mentre una quota ristretta della popolazione concentra porzioni sempre maggiori della ricchezza complessiva, settori fondamentali come sanità, istruzione, casa e tutela ambientale soffrono un sottofinanziamento cronico. È da questa contraddizione che nasce la campagna UNPERCENTOEQUO e la proposta di legge di iniziativa
popolare sul Contributo di solidarietà sulle grandi fortune, sostenuta da Rifondazione Comunista insieme a economisti, giuristi, attivisti, artisti e personalità del mondo della cultura.
La proposta è semplice, ma radicalmente equa: introdurre un’imposta patrimoniale progressiva, applicata esclusivamente ai grandi patrimoni, con una soglia di esenzione fissata a 2 milioni di euro, al netto dell’abitazione principale. A partire da questa soglia, il contributo prevede aliquote crescenti dall’1% fino al 3,5%, colpendo una platea ristretta – tra le 200 e i 500 mila persone, meno dell’1% della popolazione – e intervenendo là dove oggi il sistema fiscale italiano è più ingiusto e regressivo.
L’obiettivo non è punitivo, ma redistributivo e costituzionalmente fondato. La proposta si richiama esplicitamente ai principi di capacità contributiva, progressività del sistema tributario, eguaglianza sostanziale e solidarietà economica e sociale, sanciti dalla Costituzione. Colpire la ricchezza in quanto tale, quando essa raggiunge livelli straordinari, non solo è legittimo, ma necessario per riequilibrare un sistema che oggi pesa in modo sproporzionato sui redditi da lavoro e sui ceti popolari.
Un elemento qualificante della proposta è il vincolo di destinazione del gettito. Le risorse raccolte verrebbero impiegate in modo trasparente e finalizzato per rafforzare i diritti sociali: sanità pubblica, con nuove assunzioni e riduzione delle liste d’attesa; scuola e università, per garantire accesso e qualità; politiche abitative, con nuovi alloggi pubblici; interventi ambientali, sicurezza sul lavoro, sostegno alle persone con disabilità e riduzione della
pressione fiscale sui redditi medio bassi.
In questo modo, il contributo sulle grandi fortune diventa uno strumento concreto di giustizia sociale. Accanto all’imposta patrimoniale, la proposta prevede anche una riforma dell’imposta di successione, oggi tra le più basse d’Europa, allineando l’Italia agli standard europei e intervenendo sulle
intergenerazionali disuguaglianze. Anche qui, il criterio è la progressività, tutelando franchigie e colpendo solo grandi trasferimenti di ricchezza.

